
“Le sfide saranno gli ingredienti più importanti per il successo” Cit. Adelina Dokja
Buon pomeriggio a te lettore,
dopo il post pubblicato ieri su instagram, nel quale spiegavo come nonostante tutto ce l’avevamo fatta ad arrivare sani e salvi alla meta, ovvero Arona , mi avete chiesto di raccontarvi cosa fosse successo, visto anche quanto le storie della notte sono state abbastanza preoccupanti.
Quindi eccomi qui, con il racconto di quella che rimarrà una notte da ricordare come il momento in cui padre e figlia collaborando, sclerando e chiedendo aiuto, hanno potuto concludere la pedalata notturna “tranquillamente”.
Ma partiamo per ordine qual è l’argomento principale che tratteremo in questo articolo? Lo dico soprattutto per chi mi segue solo qui, o capita da queste parti per puro caso.
Oggi vi narrerò di come una semplice pedalata in notturna, organizzata dalla witoor si è trasformata per noi in un piccolo incidente di percorso, che avrebbe potuto farci mollare, ma fortunatamente è andata diversamente.
Cos’è una pedalata in notturna e con che mezzo abbiamo partecipato??
Partiamo da un preambolo, così da rendere la situazione un po’ più chiara, soprattutto per chi non mi segue su instagram.
La bike night, altro non è che una pedalata in notturna, per la tappa organizzata a Milano i km totali sono 100, e si percorre tutta l’alzaia naviglio pavese, arrivando ad Abbiategrasso, per poi immettersi sulla Villoresi che conduce fino a sesto calende, da lì si esce e si percorre la strada provinciale direzione Arona, sul lungo lago in provincia di Novara ( Piemonte).
La partenza stimata è per le 00:00 in piazza del Duomo, l’orario invece della fine pedalata dipende persona a persona.
Durante tutto il tragitto, ogni 30 km circa c’è un rifornimento per fermarsi a mangiare qualcosa e riposarsi un pochino: Posteria Invernizzi Abbiategrasso, Bellavita Turbigo, Cannottieri 6 Somma lombarda.
Mentre ad Arona c’è ad attenderci Strobino, il posto dove si fa colazione.
Inoltre vi è la possibilità di farsi la doccia al Club Nautico, noi questa opportunità la sfruttiamo sempre.
Per poter partecipare e usufruire dei ristori + colazione , bisogna iscriversi o attraverso il loro sito o se avanzano posti al giorno della pedalata, i mezzi che possono prendere parte sono tutti i mezzi a due ruote purché sprovvisti di motore.
Come costo aggiuntivo troviamo invece, il posto sul pullman per il ritorno da Arona con due turni, uno alle 07:00 e uno alle 10:00 + la quota assicurativa, noi ad esempio il primo servizio lo utilizziamo sempre, per comodità e per risparmiare un po’ di km sulla strada verso casa.
Non è una competizione, quindi ognuno può scegliere l’andatura da tenere.
Io e papà anche per il 2022 abbiamo deciso di parteciparvi con Mafalda 2020, un tandem semi reclinato.
Le data per questa edizione era sabato 25 giugno.
Un’inizio promettente.
Sabato pomeriggio, una volta tornata a casa, insieme a papà abbiamo preparato le borse per farci la doccia, messo il cambio pulito e gli indumenti per il giorno dopo.
Per assettare invece la bici, ci aveva pensato papà o almeno così diceva di aver fatto … non vi spoilero nulla andate avanti a leggere e capirete meglio.
Sono le 18:30 quando preparato alcuni contenuti social, registrato delle storie, iniziamo a prepararci, in quanto andiamo a Milano direttamente in bicicletta.
Finalmente alle 19:21 siamo pronti, saliamo su Mafalda e ci dirigiamo ai giardini pubblici idro montanelli, entrata da Porta Venezia, dove ci arriviamo circa un’oretta dopo.

Alle 21:00 ritiriamo i pacchi con dentro il numero sia per la bici, che per il deposito bagagli, un braccialetto di riconoscimento per i ristori, una fascia tutto in uno della polar delle caramelle, una calamita e delle card con degli sconti.
Anche se la bici è una, noi abbiamo dovuto effettuare doppia iscrizione, quindi due pacchi.
Solitamente noi non aspettiamo gli altri a partire, ma facciamo un giro diverso per raggiungere i navigli, per due motivi: 1) Il mezzo è grosso, pesante ed ingombrante 2) dopo l’incidente dello scorso anno in Porta Genova durante un allenamento, abbiamo sempre il timore di incastrarci nelle rotaie.

Sono le 22:35 , quando decidiamo di avviarci , passiamo sia la circonvallazione interna che quella esterna fino ad arrivare sui Navigli, dove li attraversiamo rigorosamente a piedi.
A mezzanotte meno cinque per noi inizia Ufficialmente la bike night.
Tutto tranquillo fino a Gaggiano.
Quando dovresti non parlare per evitare di gufare sfortuna

Sembrava che tutto stesse andando per il meglio, quando mio padre all’altezza di Gaggiano, nel parlare sull’orario ipotetico di arrivo previsto per le 05:30 esclama: “la notte lunga potrebbe capitare di tutto!!”
Ed ecco qui, che è successo il misfatto, perchè ci siamo ritrovati con la gomma davanti bucata e a terra .
Adesso capite quando vi ho detto: “Per assettare invece la bici, ci aveva pensato papà o almeno così diceva di aver fatto … “
Tra tutte le cose che poteva dimenticarsi, proprio il materiale per riparare la gomma aveva lasciato a casa!!!
Nel giro di un’ora abbiamo dovuto decidere cosa fare, in primis sicuramente chiamare l’assistenza che però essendo l’una meno venti erano troppo lontani, quindi non c’è rimasto che incamminarci al buio direzione Abbiategrasso, circa 7 km.
Successivamente, poi papà si è deciso a chiedere una mano, sia a mia mamma che da Lacchiarella ci ha preparato tutto il materiale sia dal mio ragazzo che scendendo da Varese è passato prima da casa e poi ci ha raggiunto al primo ristoro per portarci tutti i pezzi.
Finalmente poi ad un km dal ristoro, è arrivato il ragazzo dell’assistenza che con un po’ di ingegno ed incastrando una camera d’aria più grande ci ha permesso di risalire in sella ed arrivare ad Abbiategrasso.
Vi giuro ragazzi è stata un’ ora infernale, tra mal di testa mio , mal di piedi di tutte e due ed incazzatura di papa perchè non era stato previdente e il dover dipendere da altri, abbiamo temuto davvero di non arrivarci ad Arona.
Alle 02:30, dopo tutto sto casino ed il pericolo scampato, nonostante la stanchezza, l’essere cotti e un pochino demoralizzati abbiamo deciso di provarci,ci siamo rimessi in sella, sperando di arrivare almeno per le 10:00 a.m. alla meta.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Saltammo il primo ristoro, perchè volevamo rimetterci in bici e cercare di recuperare un po’del tempo perso.
Con una velocità media di 25/26 km orari, con un carico circa di 40 kg tra bici e bagagli arrivammo al secondo ristoro quello di Turbigo in un oretta, dove ci siamo fermati circa mezz’oretta.

Ripartiti alle 04:00 siamo giunti al terzo e ultimo ristoro che si trovava a Somma Lombardo alle 05:15, tra salite e discese, strade completamente al buoi illuminate solo dalle nostre luci, abbiamo cominciato a renderci conto di potercela fare davvero.
Mentre il sole cominciava a sorgere e la stanchezza a scendere che alle 06:00 ci siamo trovati ad Arona, per giungere ufficialmente sotto la linea del traguardo alle 06:15.
Quando pensi di non farcela, evita di piangerti addosso e rimboccati le maniche.
Noi ci abbiamo creduto, nonostante tutto ed alla fine l’abbiamo vinta noi.

Al nostro arrivo sul lungo lago, siamo andati a ritirare il talloncino per la colazione e ci è stata regalata anche una borraccia come ricordo della pedalata.
Prima però di mangiare, vista la fila lunghissima ci siamo andati a fare una bella doccia calda, ne avevamo bisogno.
Alle 07:00, già docciati e cambiati ci siamo seduti in riva al lago a fare colazione
Il resto del tempo, tra il nostro arrivo e l’orario di ritorno del pullman lo abbiamo passato a riposarci.

Il viaggio di ritorno
Alle ore 10:00 ci siamo diretti in stazione dove avevamo il ritrovo con il pullman che ci portava a Milano Lambrate.
Il viaggio è durato circa due ore, compreso di caricamento delle biciclette, ed una volta arrivati a Milano Lambrate, il tandem è stato il primo ad essere scaricato così che per le 12:10 noi siamo partiti in direzione Lacchiarella.
Giungendoci alle ore 13:35, cotti stanchi, sfatti ma felici di esserci riusciti a completare quanto avevamo in previsione.
I saluti e i ringraziamenti
Mio caro lettore, siamo giunti al termine di questo lunghissimo articolo, ho cercato di raccontarvi il tutto senza perdermi in troppi dettagli.
Prima di chiudere però ho due ringraziamenti speciali da fare:
- a Mia Mamma che prontamente, seppur di bici non conosca nulla ha preparato tutto il necessario ascoltando quanto gli aveva detto papà
- al mio Ragazzo che nonostante ci separino 50 km alla una di notte, si è alzato, cambiato ed è arrivato fino a Lacchiarella per recuperare il materiale che mamma aveva preparato e farsi altri 20 min di macchina per raggiungerci ad Abbiategrasso per portarceli.
Ok … adesso posso davvero salutarvi.
Clarissa

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